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  • Gaia Giancaspro

Kaffeehaus a Vienna e la storia del caffè in Europa

Aggiornato il: set 30

Cosa sono le Kaffeehäusser di Vienna?

Apparentemente delle normalissime caffetterie con sedie e tavolini d’epoca che vantano una squisita pasticceria, il luogo ideale per riscaldarsi durante le lunghe passeggiate nel centro storico.

Ma non c'è solo strudel di mele e cannella nella lista dei buoni motivi per visitare questi luoghi. Nelle Kaffeehäuser viennesi si respira la grande Storia della capitale dell’impero asburgico, durato circa 680 anni, fino al 1918.


Si narra, infatti, che la prima Kaffeehaus viennese fu inaugurata nel 1685, che la scoperta della prelibata bevanda di colore scuro fu del tutto fortuita e avvenne a seguito della famosa battaglia contro i Turchi che nel 1683 pose fine a all’assedio nemico e ai numerosi tentativi dell’Impero Ottomano di penetrare in Occidente.


Nella fretta di ripartire, secondo la leggenda, le truppe dei soldati turchi “dimenticarono” dei grandi sacchi di juta ricolmi di chicchi scuri che i viennesi scambiarono inizialmente per fagioli. Provarono diverse volte a cuocerli, purtroppo senza grandi risultati per il palato, fino a quando il polacco Joseph Kolschitzky non ne svelò la fortunata ricetta!

Fu proprio lui, pochi mesi dopo, il fausto iniziatore di una tradizione antica che riscuote ancora enorme successo a Vienna e in tutto il mondo.

Nel 1685 Kolschitzky fondò, con regolare licenza imperiale, il primo Kaffeehaus viennese, dal quale tutte le caffetterie d’Europa presero, in seguito, ispirazione. Anche in Italia.

Il Café Mozart (inaugurato nel 1899), il Café Demel, per citarne alcuni, sono stati (e sono ancora oggi) i luoghi preferiti dagli intellettuali viennesi, che qui si riunivano per leggere le notizie della stampa internazionale: già alla fine dell’Ottocento vi erano sui tavolini i giornali in diverse lingue straniere (francese, inglese, americano) a disposizione dei giovani avventori, curiosi di inseguire l’eco di Paesi lontani.


A Vienna erano nati e vivevano, nei primi due decenni del 1900, alcune tra le personalità più importanti d’Europa in diversi campi delle scienze e della cultura.

Viennesi erano Gustav Mahler e Arnold Schönberg per la musica e Oscar Strauss per il walzer, Arthur Schnitlzler per la medicina e la letteratura, Max Reihnardt per il teatro e naturalmente Sigmund Freud per la psicoanalisi, medico rivoluzionario con una predilezione speciale per il Café Central, dove si racconta passasse diverse ore al giorno riflettendo, annotando e discutendo sui temi più cari a lui e ai suoi contemporanei: il nuovo secolo, la nuova era.

E una nuova era fu, ma non come se l’aspettavano gli scienziati progressisti dell’epoca.

La guerra e il nazionalsocialismo cambiarono le sorti delle loro vite assieme a quelle di tanti altri cittadini europei (a breve l'articolo dedicato al Nazionalsocialismo in Austria e a Vienna).



#Storiadelcaffè #Vienna

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